Gruppo Contrade, 19 anni di teatro fra satira e gioco

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Recensioni, Spettacoli

 
Fonte: L’Arena, 17 luglio 2009

In tour con la nuova commedia

“Ridere… se la va bene o male!” Domani a Sommacampagna

0720091 PESCANTINA. Aria di novità al gruppo Contrade che ha debuttato con successo a Villa Bertoldi di Settimo con lo spettacolo “Ridere…se la va bene o male!” di David Conati, Massimo Meneghini e del regista Delio Righetti. “Il gruppo –spiega Righetti- ha intrapreso in vista del ventennale, che scadrà il prossimo anno, un percorso di ringiovanimento. Sono entrati tanti giovani che affiancano presenze consolidate e abbiamo accolto anche Renato Gorfer che ha già alle spalle una solida esperienza teatrale come attore e regista”.

La prima dello spettacolo è stata veramente un duello contro il tempo e la pioggia che ha disturbato la scena: ma pubblico e attori hanno resistito fino in fondo. Più liscia e senza problemi la seconda recita, finita con un consenso convinto degli spettatori. Due le dediche: una di Delio Righetti a Dino Coltro, con cui il gruppo ha collaborato nelle prime rappresentazioni dedicate ai temi dell’emigrazione e specialmente in “Mamma mia dammi cento lire”.

L’altra, più legata al nuovo spettacolo, alla memoria di Angelo Cecchelin, attore comico triestino e grande interprete del teatro popolare. Nei suoi spettacoli egli portava in scena la vita del suo popolo e lo spirito delle persone più genuine, colte per lo più nei sobborghi della sua città e nel mondo delle piccole illegalità. Con la sua voce e la sua mimica Angelo Cecchelin dava vita ad una serie di personaggi che erano delle vere e proprie macchiette. La sua satira schietta e diretta, rivolta spesso ai potenti dell’epoca, gli costò più volte il carcere, durante il periodo fascista e nel secondo dopoguerra. Fu costretto a trasferirsi a Torino dove morì nel 1964.

Di questo spirito irriverente e giocoso è impregnata la commedia brillante “Ridere…se la va bene o male” che evoca i personaggi della piazza, ognuno con un suo tic, con la storia che ne caratterizza reazioni ed emozioni. Il montaggio dei quadri, pur in presenza di una scena fissa realizzata dal gruppo e dipinta da Valentino Cordioli, segue un ritmo veloce e incalzante cucito dalle canzoni e dalle musiche originali di Giannantonio Mutto accompagnate da Rosa Maria Carli alla fisarmonica, Paolo Farris alla chitarra, Marco Tortella al basso tuba e Davide Ragazzo alla batteria. “Ridere…se la va bene o male” con le sue scene d’insieme sottolinea quegli aspetti della realtà che sostengono l’esistenza e sono assenti nella rappresentazione mediatica: gli sguardi d’intesa, i significati nascosti, i pettegolezzi, le invidie, gli ammiccamenti che si intrecciano con la solidarietà e la partecipazione al grande gioco della vita dove si può scoprire la ricchezza di ognuno.

Si replica giovedì 16 luglio alle 21.15 alla sagra di Santa Maria Maddalena a Ponton (sant’Ambrogio di Valpolicella) e sabato 18 luglio alle 21.15 a Villa Venier di Sommacampagna.

LINO CATTABIANCHI

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Rassegna a Laives: “50 ma non li dimostra” – Recensione Alto Adige

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Recensioni, Spettacoli

Fonte: Alto Adige

Canzone italiana riuscito omaggio

LAIVES.

Più commedia musicale che musical in senso stretto: è difficile assegnare un’etichetta a «50 ma non li dimostra» proprio perché ogni categoria sta stretta allo spettacolo rappresentato nel fine settimana dal gruppo popolare Contrade di Settimo di Pescantina alla rassegna di teatro dialettale Stefano Fait organizzata dalla Filodrammatica di Laives. «Abbiamo voluto preparare una cartolina degli anni Cinquanta – riassume l’autore, David Conati – attenti soprattutto a celebrare la canzone italiana del dopoguerra e quindi facendo passare in secondo piano la storia in sé».
Questo appare chiarissimo in scena: le parti corali, molto curate attraverso coreografie originali e d’effetto, sono legate tra loro da quadri che hanno il solo compito di traghettare lo spettatore da una canzone all’altra, tratte per lo più dal repertorio degli anni Cinquanta ma intervallate anche con le musiche originali di Giannantonio Mutto. In queste scene di passaggio l’autore ricrea con poche battute la vita di paese nel dopoguerra, costellata di tutti i simboli della ricostruzione, come la Vespa, la televisione e persino la Topolino: momenti appena delineati ma sufficienti per dare l’idea del mondo (e soprattutto dell’Italia) che sta cambiando. Tutto in scena, dalla musica ai canti, è eseguito dal vivo, senza basi registrate od altri artifizi tecnologici: un espediente che richiede una notevole preparazione alla compagnia ma, una volta in scena, ripaga ogni sforzo, il pubblico infatti sa sempre apprezzare una buona canzone al punto da lasciarsi coinvolgere dalla magia del teatro e partecipare interamente allo spettacolo cui sta assistendo. «Le due repliche di Laives – dice il regista, Delio Righetti – coincidono anche con le ultime di questo testo che ci ha dato tante soddisfazioni: lo portiamo in scena dall’anno scorso».
Il prossimo spettacolo della rassegna è fissato per il 20 e 21 gennaio: all’aula magna sarà di scena «Vino dentro», monologo di Antonio Caldonazzi. (nig)

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