“Popolar varietà” a Chiusa: Il Circolo culturale Sabiona

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Spettacoli

Fonte: Alto Adige

Dai corsi agli spettacoli: festa del Circolo Sabiona per i trent’anni di attività

CHIUSA. Sono trascorsi trent’anni da quando Renato Cuccarollo, Tarcisio Taliari e Angelo Menolli firmarono lo statuto dando ufficialmente vita al Circolo culturale Sabiona di Chiusa. Da allora molte sono state le iniziative e le attività organizzate dall’associazione, alcune – come ad esempio il Carnevale per i bambini – diventate degli appuntamenti fissi in paese. Molti i risultati raggiunti e, proprio per festeggiare questo importante traguardo, insieme a soci e simpatizzanti il circolo organizza oggi una serata in compagnia del gruppo popolare veronese Contrade.   Era il 2 novembre del 1978 quando i soci fondatori firmarono lo statuto e fondarono ufficialmente il circolo. Da allora l’associazione ha ricoperto un ruolo importante nell’attività culturale del paese ed è cresciuto fino a contare oggi 120 iscritti. A raccontare la storia del circolo e i progetti futuri è la presidentessa Maria Elda Bocchin, in carica dal 1997.   Perché è nato il Circolo Sabiona?   All’epoca, era la fine degli anni Settanta, non esisteva nessuna associazione culturale in lingua italiana in paese. Dato che in molti qui avevano espresso questo desiderio, un gruppo con a capo Renato Cuccarollo, il nostro primo presidente, iniziò a lavorare per la creazione di questo circolo. La prima riunione si svolse il 31 ottobre del 1978 e il 2 novembre venne firmato lo statuto con il quale nacque ufficialmente il Circolo culturale Sabiona.   Come furono i primi anni di attività?   All’inizio c’era il problema di trovare una sede. Il decano Ganthaler ci aiutò a trovare questi locali vicino alla chiesa dove ci troviamo ancora oggi. Si trattava di una cantina, abbiamo dovuto un po’ arrangiarci, ma c’era tanto entusiasmo e questo bastava.   Qual’è stata la prima iniziativa del Circolo?   La prima attività che abbiamo organizzato è stata quella che poi è diventata il nostro «cavallo di battaglia», ovvero il Carnevale dei bambini. Ancora oggi al giovedì grasso non può mancare questo appuntamento, diventato ormai in paese una sorta di tradizione.  Com’è cambiata nel tempo l’offerta del Circolo?   Prima organizzavamo più corsi, ad esempio quelli di fotografia, musica e il cineforum. Oggi non c’è più molta gente interessata e quindi il nostro programma si concentra più sull’offerta di spettacoli teatrali e musicali. Posso dire che il circolo è molto cresciuto per quanto riguarda la qualità. Da alcuni anni cerchiamo di portare in un piccolo paese come Chiusa artisti professionisti. Insomma abbiamo voluto ridurre la quantità per puntare sulla qualità.   Nel suo mandato di presidentessa ci sono stati momenti difficili?   Quest’anno è stato piuttosto intenso. In occasione del Giubileo abbiamo voluto organizzare la mostra sul treno della val Gardena che ci ha richiesto molto impegno. La soddisfazione per la riuscita dell’esposizione però è stata così grande da far dimenticare la fatica.   Ora che il circolo ha raggiunto il traguardo dei 30 anni, quali sono i progetti per il futuro?   Sicuramente noi ci impegneremo per offrire ai nostri soci e simpatizzanti iniziative sempre originali. Mi piacerebbe però che chiunque avesse delle idee ce le proponesse. Solo con il contributo di tutti potremo mantenere «vivo» il nostro Circolo.

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“Popolar Varietà” a Chiusa – Alto Adige, 18/10/2008

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Spettacoli

Fonte: Alto Adige

L’EVENTO

Per festeggiare il suo 30esimo anniversario, il Circolo culturale Sabiona invita tutti questa sera dalle 20 nella sala Dürer. Ad esibirsi sarà il gruppo popolare «Contrade» di Verona, che proporrà una fantasia teatrale composta da sketch e canzoni dal titolo «Popolar varietà». Saranno proposti parti di spettacoli comici e riferimenti a grandi del varietà come De Rege e Bramieri. Al termine sarà offerto un rinfresco ai partecipanti. (l.p.)

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Rassegna a Laives: “50 ma non li dimostra” – Voti e premiazioni

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Spettacoli

Fonte: Alto Adige

Teatro dialettale, piace Supermario Il premio della critica va ai Dioscuri

LAIVES. Ed anche quest’anno è stata un successo: domenica scorsa con la replica fuori abbonamento di «Tutti pazzi per Giulia» (l’intero incasso è stato donato all’associazione Duchenne Parent Project) si è chiusa la ventiseiesima edizione della rassegna di teatro dialettale Stefano Fait organizzata dalla Filodrammatica di Laives, che ha portato in aula magna una stagione ricca di ottimi spettacoli, premiata da un’affluenza fiume di 4.570 spettatori, una media di 457 a spettacolo.
Premiate le migliori opere in cartellone, a partire da «La fortuna di non essere un’ape», lo spettacolo di cabaret di Supermario che, con una media di 9,37 (432 voti), si è aggiudicato il premio di gradimento del pubblico: lo seguono il gruppo Insieme di Bolzano, che con «Anna la governante» ha raccolto una media voto di 9,28 (442 schede), ed il gruppo popolare Contrade di Settimo Pescantina, il cui spettacolo musicale ha ottenuto una media di 8,84 (476 voti). Seguono il Teatro dei 90 con la «La Clizia» (8,57, 403 voti), l’Estravagario Teatro con l’«Arlecchino servitore di due padroni» (8,53, 422 voti), La Barcaccia con «Chi xe l’ultimo» (8,35, 473 voti), il Teatro dei Dioscuri con «Tutti vonno fa’ ‘ammore cu me» (7,98, 437 voti), Le Bretelle Lasche con «L’augellin Belverde» (7,56, 418 voti) ed il Teatro stabile di Bolzano con «Vino dentro» (7,32, 387 voti). A Supermario è andato anche il nuovo premio della giuria dei giovani (formata dagli studenti delle scuole medie), che così motivano la loro scelta: «Abbiamo ritenuto questa rappresentazione la migliore in quanto l’attore ha saputo intrattenere il pubblico, composto dalle più varie fasce d’età. Inoltre ha saputo divertirlo, coinvolgendolo nella sua rappresentazione. Una cosa da noi molto apprezzata è stata come l’attore sia riuscito ad unire la comicità con argomenti di attualità». Lo stesso preside delle Filzi, Luigino Endrighi, si è detto entusiasta dell’iniziativa della Filo «che ringrazio per aver coinvolto i ragazzi», commenta.
Infine, il premio della critica messo a disposizione dal giornale Alto Adige è andato al Teatro dei Dioscuri: «Per l’ambizioso tentativo – si legge nella motivazione – di recuperare un aspetto trascurato del teatro italiano ed in particolare per aver avuto il coraggio di riportare all’attenzione dei più il grande patrimonio della commedia dell’arte napoletana, la giuria ritiene di dover premiare l’ottimo lavoro di compilazione, fusione e riscrittura compiuto dal Teatro dei Dioscuri con “Tutti vonno fa’ ‘ammore cu me”, uno spettacolo assai vivace e coinvolgente che fonde assieme frammenti di diverso autore e provenienza». Tuttavia, avvalendosi della possibilità di assegnare ulteriori premi, la giuria ha assegnato una menzione particolare anche all’Estravagario Teatro ed in particolare al suo regista, Alberto Bronzato. (nig)

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Rassegna a Laives: “50 ma non li dimostra” – Recensione Alto Adige

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Recensioni, Spettacoli

Fonte: Alto Adige

Canzone italiana riuscito omaggio

LAIVES.

Più commedia musicale che musical in senso stretto: è difficile assegnare un’etichetta a «50 ma non li dimostra» proprio perché ogni categoria sta stretta allo spettacolo rappresentato nel fine settimana dal gruppo popolare Contrade di Settimo di Pescantina alla rassegna di teatro dialettale Stefano Fait organizzata dalla Filodrammatica di Laives. «Abbiamo voluto preparare una cartolina degli anni Cinquanta – riassume l’autore, David Conati – attenti soprattutto a celebrare la canzone italiana del dopoguerra e quindi facendo passare in secondo piano la storia in sé».
Questo appare chiarissimo in scena: le parti corali, molto curate attraverso coreografie originali e d’effetto, sono legate tra loro da quadri che hanno il solo compito di traghettare lo spettatore da una canzone all’altra, tratte per lo più dal repertorio degli anni Cinquanta ma intervallate anche con le musiche originali di Giannantonio Mutto. In queste scene di passaggio l’autore ricrea con poche battute la vita di paese nel dopoguerra, costellata di tutti i simboli della ricostruzione, come la Vespa, la televisione e persino la Topolino: momenti appena delineati ma sufficienti per dare l’idea del mondo (e soprattutto dell’Italia) che sta cambiando. Tutto in scena, dalla musica ai canti, è eseguito dal vivo, senza basi registrate od altri artifizi tecnologici: un espediente che richiede una notevole preparazione alla compagnia ma, una volta in scena, ripaga ogni sforzo, il pubblico infatti sa sempre apprezzare una buona canzone al punto da lasciarsi coinvolgere dalla magia del teatro e partecipare interamente allo spettacolo cui sta assistendo. «Le due repliche di Laives – dice il regista, Delio Righetti – coincidono anche con le ultime di questo testo che ci ha dato tante soddisfazioni: lo portiamo in scena dall’anno scorso».
Il prossimo spettacolo della rassegna è fissato per il 20 e 21 gennaio: all’aula magna sarà di scena «Vino dentro», monologo di Antonio Caldonazzi. (nig)

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Rassegna a Laives: “50 ma non li dimostra” – Alto Adige 06/01/2006

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Spettacoli

Fonte: Alto Adige

Torna la rassegna teatrale

LAIVES.

Stasera e domani (ore 20.45) torna la rassegna di teatro dialettale Stefano Fait organizzata dalla Filodrammatica di Laives: in aula magna vanno in scena i veronesi del gruppo popolare Contrade di Settimo di Pescantina con «50 ma non li dimostra» di David Donati. Il titolo si riferisce alla fine degli anni Cinquanta quando riesplose la voglia di vivere: i personaggi femminili del testo esprimono proprio questo desiderio di novità, aprendo una bottega di parrucchiera, attendendo l’amore, sfidando la fortuna al lotto, tentando di difendersi dagli imbrogli, cercando di superare il marito. Nell’intreccio si inseriscono via via anche i personaggi maschili. (nig)

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Rassegna a Laives: “50 ma non li dimostra” – Alto Adige, 04/01/2006

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Spettacoli

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Spettacolo teatrale sugli anni Cinquanta

LAIVES.

Venerdì e sabato (ore 20.45) torna la rassegna di teatro dialettale Stefano Fait organizzata dalla Filodrammatica di Laives: in aula magna vanno in scena i veronesi del gruppo popolare Contrade di Settimo di Pescantina con «50 ma non li dimostra» di David Donati. Il titolo si riferisce alla fine degli anni Cinquanta quando riesplose la voglia di vivere: i personaggi femminili del testo esprimono proprio questo desiderio di novità, aprendo una bottega di parrucchiera, attendendo l’amore, sfidando la fortuna al lotto, tentando di difendersi dagli imbrogli, cercando di superare il marito. Nell’intreccio si inseriscono via via anche i personaggi maschili, dallo spazzino al dottore ed al factotum fino ad un falso impresario teatrale che favorisce i sogni della figlia del dottore. In scena Loretta Bertoncini (Eufrasia), Elisa Coato (Amabile), Marco Conti (dottor Lorenzi), Simone Corbioli (Ludovico), Adriano Fedrigo (Toni), Davide Fiocco (Policarpo), Ivana Gasparato (Santina), Marisa Lonardi (Betta), Manuela Malpeli (Maria), Anna Righetti (Cesira), Antonio Rocca (Gino) Moreno Tacconi (Tano), Nadia Vidotto (Firoenza), Bruna Zocca (Emilia); regia di Elio Righetti, musiche di Giannantonio Mutto, scenografia laboratori Bbc/Cordioli, acconciature Santina Sartori, luci Laura Frigo e Giuliano Perlini, audio Giulia Gatto, Ettore e Martino Righetti. (nig)

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Rassegna a Laives: “50 ma non li dimostra” – Alto Adige, 03/01/2006

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Spettacoli

Fonte: Alto Adige

A Laives due volte in scena gli iperattivi anni Cinquanta

LAIVES. “50…ma non li dimostra” è il curioso titolo del nuovo spettacolo del Gruppo Popolare Contrade di Verona, in scena venerdì 6 e sabato 7 alle ore 20,45 al Teatro aula magna di Laives, all’interno della rassegna nazionale “Stefano Fait”. Scritto da David Conati e diretto da Delio Rigetti con musiche originali di Giannantonio Mutto, la commedia gioca sull’espressione forse banale del “50, ma non di dimostra!”, solitamente, è rivolta a chi, già adulto, mantiene la vitalità, l’entusiasmo e l’aspetto fisico della giovinezza. In questo caso, invece, ci si riferisce agli anni ‘50 durante i quali si è affermata la voglia di vivere dopo le brutalità che avevano caratterizzato la prima metà del secolo scorso. Ed ecco, allora, un susseguirsi di situazioni in cui i personaggi femminili esprimono il desiderio di novità aprendo una bottega di parrucchiera, attendendo l’amore, sfidando la fortuna al lotto, tentando di difendersi da possibili imbrogli. Nell’intreccio della vicenda si inseriscono via via i personaggi maschili: lo spazzino, due figure originali, il factotum del paese, il dottore e, infine un presunto impresario teatrale. (d.mi)

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