Rassegna a Laives: “50 ma non li dimostra” – Voti e premiazioni

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Spettacoli

Fonte: Alto Adige

Teatro dialettale, piace Supermario Il premio della critica va ai Dioscuri

LAIVES. Ed anche quest’anno è stata un successo: domenica scorsa con la replica fuori abbonamento di «Tutti pazzi per Giulia» (l’intero incasso è stato donato all’associazione Duchenne Parent Project) si è chiusa la ventiseiesima edizione della rassegna di teatro dialettale Stefano Fait organizzata dalla Filodrammatica di Laives, che ha portato in aula magna una stagione ricca di ottimi spettacoli, premiata da un’affluenza fiume di 4.570 spettatori, una media di 457 a spettacolo.
Premiate le migliori opere in cartellone, a partire da «La fortuna di non essere un’ape», lo spettacolo di cabaret di Supermario che, con una media di 9,37 (432 voti), si è aggiudicato il premio di gradimento del pubblico: lo seguono il gruppo Insieme di Bolzano, che con «Anna la governante» ha raccolto una media voto di 9,28 (442 schede), ed il gruppo popolare Contrade di Settimo Pescantina, il cui spettacolo musicale ha ottenuto una media di 8,84 (476 voti). Seguono il Teatro dei 90 con la «La Clizia» (8,57, 403 voti), l’Estravagario Teatro con l’«Arlecchino servitore di due padroni» (8,53, 422 voti), La Barcaccia con «Chi xe l’ultimo» (8,35, 473 voti), il Teatro dei Dioscuri con «Tutti vonno fa’ ‘ammore cu me» (7,98, 437 voti), Le Bretelle Lasche con «L’augellin Belverde» (7,56, 418 voti) ed il Teatro stabile di Bolzano con «Vino dentro» (7,32, 387 voti). A Supermario è andato anche il nuovo premio della giuria dei giovani (formata dagli studenti delle scuole medie), che così motivano la loro scelta: «Abbiamo ritenuto questa rappresentazione la migliore in quanto l’attore ha saputo intrattenere il pubblico, composto dalle più varie fasce d’età. Inoltre ha saputo divertirlo, coinvolgendolo nella sua rappresentazione. Una cosa da noi molto apprezzata è stata come l’attore sia riuscito ad unire la comicità con argomenti di attualità». Lo stesso preside delle Filzi, Luigino Endrighi, si è detto entusiasta dell’iniziativa della Filo «che ringrazio per aver coinvolto i ragazzi», commenta.
Infine, il premio della critica messo a disposizione dal giornale Alto Adige è andato al Teatro dei Dioscuri: «Per l’ambizioso tentativo – si legge nella motivazione – di recuperare un aspetto trascurato del teatro italiano ed in particolare per aver avuto il coraggio di riportare all’attenzione dei più il grande patrimonio della commedia dell’arte napoletana, la giuria ritiene di dover premiare l’ottimo lavoro di compilazione, fusione e riscrittura compiuto dal Teatro dei Dioscuri con “Tutti vonno fa’ ‘ammore cu me”, uno spettacolo assai vivace e coinvolgente che fonde assieme frammenti di diverso autore e provenienza». Tuttavia, avvalendosi della possibilità di assegnare ulteriori premi, la giuria ha assegnato una menzione particolare anche all’Estravagario Teatro ed in particolare al suo regista, Alberto Bronzato. (nig)

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Rassegna a Laives: “50 ma non li dimostra” – Recensione Alto Adige

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Recensioni, Spettacoli

Fonte: Alto Adige

Canzone italiana riuscito omaggio

LAIVES.

Più commedia musicale che musical in senso stretto: è difficile assegnare un’etichetta a «50 ma non li dimostra» proprio perché ogni categoria sta stretta allo spettacolo rappresentato nel fine settimana dal gruppo popolare Contrade di Settimo di Pescantina alla rassegna di teatro dialettale Stefano Fait organizzata dalla Filodrammatica di Laives. «Abbiamo voluto preparare una cartolina degli anni Cinquanta – riassume l’autore, David Conati – attenti soprattutto a celebrare la canzone italiana del dopoguerra e quindi facendo passare in secondo piano la storia in sé».
Questo appare chiarissimo in scena: le parti corali, molto curate attraverso coreografie originali e d’effetto, sono legate tra loro da quadri che hanno il solo compito di traghettare lo spettatore da una canzone all’altra, tratte per lo più dal repertorio degli anni Cinquanta ma intervallate anche con le musiche originali di Giannantonio Mutto. In queste scene di passaggio l’autore ricrea con poche battute la vita di paese nel dopoguerra, costellata di tutti i simboli della ricostruzione, come la Vespa, la televisione e persino la Topolino: momenti appena delineati ma sufficienti per dare l’idea del mondo (e soprattutto dell’Italia) che sta cambiando. Tutto in scena, dalla musica ai canti, è eseguito dal vivo, senza basi registrate od altri artifizi tecnologici: un espediente che richiede una notevole preparazione alla compagnia ma, una volta in scena, ripaga ogni sforzo, il pubblico infatti sa sempre apprezzare una buona canzone al punto da lasciarsi coinvolgere dalla magia del teatro e partecipare interamente allo spettacolo cui sta assistendo. «Le due repliche di Laives – dice il regista, Delio Righetti – coincidono anche con le ultime di questo testo che ci ha dato tante soddisfazioni: lo portiamo in scena dall’anno scorso».
Il prossimo spettacolo della rassegna è fissato per il 20 e 21 gennaio: all’aula magna sarà di scena «Vino dentro», monologo di Antonio Caldonazzi. (nig)

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Rassegna a Laives: “50 ma non li dimostra” – Alto Adige 06/01/2006

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Spettacoli

Fonte: Alto Adige

Torna la rassegna teatrale

LAIVES.

Stasera e domani (ore 20.45) torna la rassegna di teatro dialettale Stefano Fait organizzata dalla Filodrammatica di Laives: in aula magna vanno in scena i veronesi del gruppo popolare Contrade di Settimo di Pescantina con «50 ma non li dimostra» di David Donati. Il titolo si riferisce alla fine degli anni Cinquanta quando riesplose la voglia di vivere: i personaggi femminili del testo esprimono proprio questo desiderio di novità, aprendo una bottega di parrucchiera, attendendo l’amore, sfidando la fortuna al lotto, tentando di difendersi dagli imbrogli, cercando di superare il marito. Nell’intreccio si inseriscono via via anche i personaggi maschili. (nig)

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Rassegna a Laives: “50 ma non li dimostra” – Alto Adige, 04/01/2006

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Spettacoli

Fonte: Alto Adige

Spettacolo teatrale sugli anni Cinquanta

LAIVES.

Venerdì e sabato (ore 20.45) torna la rassegna di teatro dialettale Stefano Fait organizzata dalla Filodrammatica di Laives: in aula magna vanno in scena i veronesi del gruppo popolare Contrade di Settimo di Pescantina con «50 ma non li dimostra» di David Donati. Il titolo si riferisce alla fine degli anni Cinquanta quando riesplose la voglia di vivere: i personaggi femminili del testo esprimono proprio questo desiderio di novità, aprendo una bottega di parrucchiera, attendendo l’amore, sfidando la fortuna al lotto, tentando di difendersi dagli imbrogli, cercando di superare il marito. Nell’intreccio si inseriscono via via anche i personaggi maschili, dallo spazzino al dottore ed al factotum fino ad un falso impresario teatrale che favorisce i sogni della figlia del dottore. In scena Loretta Bertoncini (Eufrasia), Elisa Coato (Amabile), Marco Conti (dottor Lorenzi), Simone Corbioli (Ludovico), Adriano Fedrigo (Toni), Davide Fiocco (Policarpo), Ivana Gasparato (Santina), Marisa Lonardi (Betta), Manuela Malpeli (Maria), Anna Righetti (Cesira), Antonio Rocca (Gino) Moreno Tacconi (Tano), Nadia Vidotto (Firoenza), Bruna Zocca (Emilia); regia di Elio Righetti, musiche di Giannantonio Mutto, scenografia laboratori Bbc/Cordioli, acconciature Santina Sartori, luci Laura Frigo e Giuliano Perlini, audio Giulia Gatto, Ettore e Martino Righetti. (nig)

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Rassegna a Laives: “50 ma non li dimostra” – Alto Adige, 03/01/2006

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Spettacoli

Fonte: Alto Adige

A Laives due volte in scena gli iperattivi anni Cinquanta

LAIVES. “50…ma non li dimostra” è il curioso titolo del nuovo spettacolo del Gruppo Popolare Contrade di Verona, in scena venerdì 6 e sabato 7 alle ore 20,45 al Teatro aula magna di Laives, all’interno della rassegna nazionale “Stefano Fait”. Scritto da David Conati e diretto da Delio Rigetti con musiche originali di Giannantonio Mutto, la commedia gioca sull’espressione forse banale del “50, ma non di dimostra!”, solitamente, è rivolta a chi, già adulto, mantiene la vitalità, l’entusiasmo e l’aspetto fisico della giovinezza. In questo caso, invece, ci si riferisce agli anni ‘50 durante i quali si è affermata la voglia di vivere dopo le brutalità che avevano caratterizzato la prima metà del secolo scorso. Ed ecco, allora, un susseguirsi di situazioni in cui i personaggi femminili esprimono il desiderio di novità aprendo una bottega di parrucchiera, attendendo l’amore, sfidando la fortuna al lotto, tentando di difendersi da possibili imbrogli. Nell’intreccio della vicenda si inseriscono via via i personaggi maschili: lo spazzino, due figure originali, il factotum del paese, il dottore e, infine un presunto impresario teatrale. (d.mi)

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Rassegna a Laives: “50 ma non li dimostra” – L’Arena, 03/01/2006

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Spettacoli

Fonte: L’Arena

Le «Contrade di Settimo» debuttano in Alto Adige

L’Arena – martedì 03 gennaio 2006 – Provincia, pag. 23

50_01 Pescantina. Appuntamento nazionale per il gruppo teatrale «Contrade di Settimo» invitato alla rassegna di teatro dialettale a Laives (Bolzano) il 6 e 7 gennaio con lo spettacolo «Cinquanta ma non li dimostra», di David Conati. Il gruppo, fondato da Delio Righetti, ha al suo attivo numerosi lavori teatrali basati sul recupero delle tradizioni, ma in grado anche di attraversare le epoche delle nostra storia più o meno recente.
Il gruppo Contrade opera dal 1991 e si avvale della collaborazione David Conati per i testi e di Giannantonio Mutto per la musica. I temi della ricerca teatrale del gruppo affondano le radici nella cultura e nella tradizione popolare come testimoniano alcuni dei lavori più riusciti. In «Mamma mia dammi cento lire…» del 1992/93, e ripreso nel 2002, il gruppo ha affrontato i temi dell’emigrazione italiana di fine secolo. In altri lavori come «Drio a l’acqua de l’Adese che va» del ‘93/’94 e «In riva a l’Adese tanto tempo fa..» del ‘94/’95, è stata al centro dell’attenzione la realtà del paese nel suo rapporto col fiume. In «Canten ’sta piassa fin che i ne lassa!» del ‘97/98, Delio Righetti si è occupato del mai risolto rapporto città-campagna. Lo spettacolo del 2000, «Bella Italia, amate sponde», ha rappresentato un quadro inedito del nostro paese, fuori dagli schemi del teatro popolare di tradizione accostandovi in modo spesso irriverente il varietà.
Con «Cinquanta, ma non li dimostra», il gruppo Contrade ha continuato la sua ricerca di costume spingendosi fino agli anni ‘50, segnati dalle grandi speranze, dopo la fine del conflitto mondiale. L’ultimo lavoro «Meglio tardi che mai» è stato apprezzato fin dalla sua messa in scena e ha ottenuto recensioni molto positive da riviste specializzate, oltre che un notevole successo di pubblico. In cantiere c’è un nuovo spettacolo che dovrebbe essere presentato per la prossima estate, dedicato al periodo della seconda guerra a Pescantina: un tema ancora molto vivo e dibattuto. (L.C.)

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“50 ma non li dimostra” a Pescantina – L’Arena, 2005

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Recensioni, Spettacoli

Fonte: L’Arena

PESCANTINA: Grande successo del Gruppo Popolare Contrade con “50 ma non li dimostra”

Tante storie cucite in una commedia

Ciascun personaggio racconta i suoi sogni e i suoi tormenti quotidiani

P50_02escantina. Ha debuttato con successo il nuovo spettacolo del gruppo Contrade “50 ma non li dimostra” su testo di David Conati. Delio Righetti, regista e fondatore della compagnia, ha saputo ambientare la vicenda ricorrendo ad un impatto choc. I primi quadri, in bianco e nero, sono introdotti dalle canzoni di regime e dalla voce di Benito Mussolini che diffonde la dichiarazione di guerra. Il clima cupo e la parentesi bellica si dissolvono visivamente con l’arrivo del colore sulla scena: anche in un piccolo borgo rinasce la voglia di vivere dopo la tragedia. Riemergono personaggi, storie ed ambizioni coltivate come desiderio di affermazione sociale o fuga verso la realtà più grande della città. Il nuovo stenta ad affermarsi rallentato, anche, dalla sopravvivenza di gerarchie sociali dure a morire. Ludovico, spazzino comunale, non può dichiararsi a Maria, diligente figlia del dott. Lorenzi, medico del paese ed ex podestà. E’ un’icona degli anni ‘50, come il desiderio di Fiorenza che vuole aprire un salone di parrucchiera, magari con Gino, il barbiere del paese. E chi può ostacolare il sogno di Emilia, la postina, che da sempre insegue una al lotto per poter pagare i debiti a Cesira, la titolare della locanda dove, un giorno, si ferma Policarpo, impresario teatrale ch coinvolge Amabile, altra figlia del dottore e aspirante attrice, in uno spettacolo insieme alle altre ragazze del paese? L’intreccio del lavoro è ordinato e coerente, i dialoghi sostenuti da un buon ritmo, le battute, spesso fulminanti. Uno spettacolo che non rinuncia mai a strizzare l’occhio ai tempi e ritmi del varietà d’autore: le canzoni, il movimento, le coreografie e le luci costituiscono un insieme azzeccato che da corpo e sostanza alla vicenda. I personaggi sono caratterizzati da tic e da tormentoni che ne annunciano la presenza sulla scena anticipando gli applausi del pubblico. Bene interpretate da Rosa Maria Carli alla fisarmonica, Paolo Farris e Luciano Viglio alla chitarra, Marco Tortella al basso tuba le musiche originali di Giannantonio Mutto che ha saputo ricreare l’atmosfera delle gite al lago con la Vespa e di un mondo che sta aspettando il benessere ed il boon economico dopo le miserie e la fame della guerra. Un mondo che sognava ancora con poche cose e che riusciva ad essere contento di condividere la quotidiana lotta per l’esistenza, amandola con un sorriso di complicità. Applausi a scena aperta di un pubblico attento e soddisfatto. (L.C.)

Dal giornale: l’Arena di Verona”

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