Tra la scena e la guerra per riflettere e divertirsi

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Recensioni, Spettacoli

Fonte: L’Arena, 19 luglio 2010

Articolo de L'Arena, 19 luglio 2010

A Villa Bertoldi felice debutto per il nuovo spettacolo del gruppo Contrade “A morire vanno sempre gli altri”, racconto tra la Prima Guerra mondiale e primi anni Venti. La piccola comunità dei braccianti che vive in un piccolo borgo di provincia, affronta le preoccupazioni per chi è andato a morire al fronte. A ciò si aggiungono le prepotenze del sior Vittorio che, non contento della sua posizione dominante, mette gli occhi su Celeste, figlia di Piero. La cosa finirebbe male se, al ritorno dei reduci sani e salvi, non si scoprisse che la sorella di Vittorio ama segretamente il figlio del fattore, promettente studente di medicina. Il compromesso in nome dei sentimenti supera le barriere sociali e tutto finisce in gloria.

Ma sullo sfondo continua ad agitarsi il “bollore” del primo dopoguerra, tra aspirazioni di giustizia e di riconoscimento dei diritti. La pièce, scritta da David Conati con Delio Righetti e Paolo Corsi, si avvale delle musiche di Giannantonio Mutto e offre spunti di riflessione e di divertimento con un registro di facile ed immediata comprensione. Le scelte di regia confermano le caratteristiche del Gruppo Contrade: le scene, i costumi, le coreografie, i suoni interrogano la complessità del presente, con la carica di buon senso e disponibilità che fa vedere l’altro come qualcuno da incontrare piuttosto che da allontanare. LC

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Villa Bertoldi: debutto “spettacolare”

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Recensioni, Spettacoli

Ancora un successo.
Il nuovo spettacolo del Gruppo Popolare Contrade ha divertito e commosso alcune centinaia di persone lo scorso fine settimana, ricevendo la giusta ricompensa in forma d’applausi e sorrisi sia al debutto di venerdì che alla replica di sabato.

Sedicesima realizzazione originale del Gruppo Contrade, che festeggia il 20° anno di attività artistica, “A morire vanno sempre gli altri” è un testo che affronta il tema delle divisioni sociali in un momento della nostra storia recente, il primo dopoguerra, nel quale la società e la politica italiana stanno per subire uno degli sconvolgimenti più profondi e repentini del ventesimo secolo.

Gli eventi del 1918 sono solo un eco quando arrivano nella provincia contadina, dominata da un ricco proprietario locale, d’indole prepotente e violenta. Tuttavia l’esperienza bellica dei ragazzi, le notizie delle lotte contadine ed operaie che vengono da fuori, la presa di coscienza delle donne e la forza dei sentimenti congiurano perché le cose cambino, almeno un po’, suggerendo, al termine del racconto, che il cambiamento possa continuare.

Come da tradizione, la musica che accompagna lo spettacolo è eseguita dal vivo dai musicisti del Gruppo Contrade. E come è ormai consuetudine, il debutto è avvenuto nella cornice di villa Bertoldi, a Settimo di Pescantina. In questa occasione, l’assessore al bilancio del Comune di Pescantina, Loredana Piubello, ha voluto manifestare l’apprezzamento dell’amministrazione per il lavoro svolto in questi due decenni leggendo un messaggio del sindaco, impossibilitato a partecipare di persona. Non è mancato un accenno al progetto, ormai di imminente avvio, per la creazione di un centro culturale polifunzionale a Settimo di Pescantina che sorgerà al posto del vecchio edificio dell’ex centro parrocchiale, attuale sede del Gruppo Popolare Contrade, il quale beneficerà del rinnovamento. Un nuovo teatro è sempre una buona notizia: di questi tempi, poi…

L’incaricato alle manifestazioni del Comune di Pescantina, Ciro Ferrari, ha voluto manifestare ulteriormente la gratitudine della cittadinanza verso il Gruppo Popolare Contrade, offrendo una targa commemorativa di questi primi vent’anni all’associazione, ed un secondo speciale riconoscimento personale al regista, Delio Righetti, per il suo grande impegno nel campo della cultura a Pescantina. Un omaggio senza alcun dubbio meritato.

Il prossimo appuntamento con “A morire vanno sempre gli altri”, a Garda il 28 luglio.

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Gruppo Contrade, 19 anni di teatro fra satira e gioco

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Recensioni, Spettacoli

 
Fonte: L’Arena, 17 luglio 2009

In tour con la nuova commedia

“Ridere… se la va bene o male!” Domani a Sommacampagna

0720091 PESCANTINA. Aria di novità al gruppo Contrade che ha debuttato con successo a Villa Bertoldi di Settimo con lo spettacolo “Ridere…se la va bene o male!” di David Conati, Massimo Meneghini e del regista Delio Righetti. “Il gruppo –spiega Righetti- ha intrapreso in vista del ventennale, che scadrà il prossimo anno, un percorso di ringiovanimento. Sono entrati tanti giovani che affiancano presenze consolidate e abbiamo accolto anche Renato Gorfer che ha già alle spalle una solida esperienza teatrale come attore e regista”.

La prima dello spettacolo è stata veramente un duello contro il tempo e la pioggia che ha disturbato la scena: ma pubblico e attori hanno resistito fino in fondo. Più liscia e senza problemi la seconda recita, finita con un consenso convinto degli spettatori. Due le dediche: una di Delio Righetti a Dino Coltro, con cui il gruppo ha collaborato nelle prime rappresentazioni dedicate ai temi dell’emigrazione e specialmente in “Mamma mia dammi cento lire”.

L’altra, più legata al nuovo spettacolo, alla memoria di Angelo Cecchelin, attore comico triestino e grande interprete del teatro popolare. Nei suoi spettacoli egli portava in scena la vita del suo popolo e lo spirito delle persone più genuine, colte per lo più nei sobborghi della sua città e nel mondo delle piccole illegalità. Con la sua voce e la sua mimica Angelo Cecchelin dava vita ad una serie di personaggi che erano delle vere e proprie macchiette. La sua satira schietta e diretta, rivolta spesso ai potenti dell’epoca, gli costò più volte il carcere, durante il periodo fascista e nel secondo dopoguerra. Fu costretto a trasferirsi a Torino dove morì nel 1964.

Di questo spirito irriverente e giocoso è impregnata la commedia brillante “Ridere…se la va bene o male” che evoca i personaggi della piazza, ognuno con un suo tic, con la storia che ne caratterizza reazioni ed emozioni. Il montaggio dei quadri, pur in presenza di una scena fissa realizzata dal gruppo e dipinta da Valentino Cordioli, segue un ritmo veloce e incalzante cucito dalle canzoni e dalle musiche originali di Giannantonio Mutto accompagnate da Rosa Maria Carli alla fisarmonica, Paolo Farris alla chitarra, Marco Tortella al basso tuba e Davide Ragazzo alla batteria. “Ridere…se la va bene o male” con le sue scene d’insieme sottolinea quegli aspetti della realtà che sostengono l’esistenza e sono assenti nella rappresentazione mediatica: gli sguardi d’intesa, i significati nascosti, i pettegolezzi, le invidie, gli ammiccamenti che si intrecciano con la solidarietà e la partecipazione al grande gioco della vita dove si può scoprire la ricchezza di ognuno.

Si replica giovedì 16 luglio alle 21.15 alla sagra di Santa Maria Maddalena a Ponton (sant’Ambrogio di Valpolicella) e sabato 18 luglio alle 21.15 a Villa Venier di Sommacampagna.

LINO CATTABIANCHI

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Rassegna a Laives: “50 ma non li dimostra” – Recensione Alto Adige

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Recensioni, Spettacoli

Fonte: Alto Adige

Canzone italiana riuscito omaggio

LAIVES.

Più commedia musicale che musical in senso stretto: è difficile assegnare un’etichetta a «50 ma non li dimostra» proprio perché ogni categoria sta stretta allo spettacolo rappresentato nel fine settimana dal gruppo popolare Contrade di Settimo di Pescantina alla rassegna di teatro dialettale Stefano Fait organizzata dalla Filodrammatica di Laives. «Abbiamo voluto preparare una cartolina degli anni Cinquanta – riassume l’autore, David Conati – attenti soprattutto a celebrare la canzone italiana del dopoguerra e quindi facendo passare in secondo piano la storia in sé».
Questo appare chiarissimo in scena: le parti corali, molto curate attraverso coreografie originali e d’effetto, sono legate tra loro da quadri che hanno il solo compito di traghettare lo spettatore da una canzone all’altra, tratte per lo più dal repertorio degli anni Cinquanta ma intervallate anche con le musiche originali di Giannantonio Mutto. In queste scene di passaggio l’autore ricrea con poche battute la vita di paese nel dopoguerra, costellata di tutti i simboli della ricostruzione, come la Vespa, la televisione e persino la Topolino: momenti appena delineati ma sufficienti per dare l’idea del mondo (e soprattutto dell’Italia) che sta cambiando. Tutto in scena, dalla musica ai canti, è eseguito dal vivo, senza basi registrate od altri artifizi tecnologici: un espediente che richiede una notevole preparazione alla compagnia ma, una volta in scena, ripaga ogni sforzo, il pubblico infatti sa sempre apprezzare una buona canzone al punto da lasciarsi coinvolgere dalla magia del teatro e partecipare interamente allo spettacolo cui sta assistendo. «Le due repliche di Laives – dice il regista, Delio Righetti – coincidono anche con le ultime di questo testo che ci ha dato tante soddisfazioni: lo portiamo in scena dall’anno scorso».
Il prossimo spettacolo della rassegna è fissato per il 20 e 21 gennaio: all’aula magna sarà di scena «Vino dentro», monologo di Antonio Caldonazzi. (nig)

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“50 ma non li dimostra” a Pescantina – L’Arena, 2005

Scritto da: Aleks  //  Categoria: Rassegna Stampa, Recensioni, Spettacoli

Fonte: L’Arena

PESCANTINA: Grande successo del Gruppo Popolare Contrade con “50 ma non li dimostra”

Tante storie cucite in una commedia

Ciascun personaggio racconta i suoi sogni e i suoi tormenti quotidiani

P50_02escantina. Ha debuttato con successo il nuovo spettacolo del gruppo Contrade “50 ma non li dimostra” su testo di David Conati. Delio Righetti, regista e fondatore della compagnia, ha saputo ambientare la vicenda ricorrendo ad un impatto choc. I primi quadri, in bianco e nero, sono introdotti dalle canzoni di regime e dalla voce di Benito Mussolini che diffonde la dichiarazione di guerra. Il clima cupo e la parentesi bellica si dissolvono visivamente con l’arrivo del colore sulla scena: anche in un piccolo borgo rinasce la voglia di vivere dopo la tragedia. Riemergono personaggi, storie ed ambizioni coltivate come desiderio di affermazione sociale o fuga verso la realtà più grande della città. Il nuovo stenta ad affermarsi rallentato, anche, dalla sopravvivenza di gerarchie sociali dure a morire. Ludovico, spazzino comunale, non può dichiararsi a Maria, diligente figlia del dott. Lorenzi, medico del paese ed ex podestà. E’ un’icona degli anni ‘50, come il desiderio di Fiorenza che vuole aprire un salone di parrucchiera, magari con Gino, il barbiere del paese. E chi può ostacolare il sogno di Emilia, la postina, che da sempre insegue una al lotto per poter pagare i debiti a Cesira, la titolare della locanda dove, un giorno, si ferma Policarpo, impresario teatrale ch coinvolge Amabile, altra figlia del dottore e aspirante attrice, in uno spettacolo insieme alle altre ragazze del paese? L’intreccio del lavoro è ordinato e coerente, i dialoghi sostenuti da un buon ritmo, le battute, spesso fulminanti. Uno spettacolo che non rinuncia mai a strizzare l’occhio ai tempi e ritmi del varietà d’autore: le canzoni, il movimento, le coreografie e le luci costituiscono un insieme azzeccato che da corpo e sostanza alla vicenda. I personaggi sono caratterizzati da tic e da tormentoni che ne annunciano la presenza sulla scena anticipando gli applausi del pubblico. Bene interpretate da Rosa Maria Carli alla fisarmonica, Paolo Farris e Luciano Viglio alla chitarra, Marco Tortella al basso tuba le musiche originali di Giannantonio Mutto che ha saputo ricreare l’atmosfera delle gite al lago con la Vespa e di un mondo che sta aspettando il benessere ed il boon economico dopo le miserie e la fame della guerra. Un mondo che sognava ancora con poche cose e che riusciva ad essere contento di condividere la quotidiana lotta per l’esistenza, amandola con un sorriso di complicità. Applausi a scena aperta di un pubblico attento e soddisfatto. (L.C.)

Dal giornale: l’Arena di Verona”

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